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LA NOSTRA MATERIA
PRIMA: LA “ZAMA”
Cos’è la Zama
Il nome deriva da Zinco, Alluminio,
Magnesio. Si tratta di un gruppo di
leghe a elevato tenore di Zinco, che
deve essere puro al 99,99%, contenenti
in proporzioni variabili alluminio, rame
e magnesio. Sono utilizzate, dopo
pressofusione, per rubinetterie,
maniglie, corpi di pompe e di
carburatori.
La LAP S.p.A. utilizza nel proprio ciclo
di produzione Zama di 1° scelta
riferimento norma UNI 3718.
Essendo la Zama composta al 95 % da
Zinco, riportiamo i dati di quest’ultimo:
Nome chimico Zn
Francese: zinc – Inglese: zinc –
Tedesco: Zink – Italiano: zinco –
Spagnolo: cinc
Massa atomica
relativa dello zinco |
65.39 uma |
Configurazione elettronica
dello zinco |
[Ar] 3d10 4s2 |
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Valenza dello zinco |
2 |
Numeri
di ossidazione dello zinco |
+2 |
Gusci |
2,8,18,2 |
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Elettronegatività |
1.65 |
Stato di aggregazione
a 25 °C |
Solido |
Struttura cristallina |
Esagonale |
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Energia di
prima ionizzazione |
9.3941 eV |
Energia di seconda
ionizzazione |
17.964 eV |
Energia di terza
ionizzazione |
39.722 eV |
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Raggio
atomico |
1.53 Å |
Raggio covalente |
1.25 Å |
Raggio ionico |
0.74 (+2) Å |
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Volume atomico |
9.2 cm³/mol |
Calore specifico |
0.39 J/gK |
Calore di
vaporizzazione |
115.30 kJ/mol |
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Calore
di fusione |
7.322 kJ/mol |
Conducibilità elettrica |
0.166 · 106/cm · ohm |
Conducibilità termica |
1.16 W/cmK |
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Temperatura di
fusione |
419.59°C |
Temperatura di ebollizione |
907°C |
Densità a 293 K |
7.14 g/cm³ |
Lo Zinco
Metallo bianco bluastro, poco alterabile
all'aria, che può essere lucidato.
Chimica. Lo zinco è l'elemento chimico
di numero atomico 30 e di peso atomico
65,37, di simbolo Zn. È fragile a
freddo, ma diviene malleabile e duttile
fra i 100 °C e i 150 °C. Fonde a 419,5
°C e bolle a 906 °C; ha densità 7,14.
Inalterabile a freddo in aria secca,
all'aria umida si ricopre di un leggero
strato di idrogenocarbonato che ne fa
incupire il colore e lo protegge da
un'ossidazione più profonda. Al calor
rosso brucia con fiamma verde dando
l'ossido ZnO. È riducente e decompone il
vapore acqueo. Lo zinco comune viene
facilmente attaccato, a causa delle
impurezze che contiene, dagli acidi
diluiti, con generazione di idrogeno e
di sale di zinco. Precipita i metalli
più nobili, come rame, piombo, argento,
ecc. dalle loro soluzioni saline. Viene
attaccato dalle soluzioni bollenti di
idrossidi alcalini dando zincato
solubile e idrogeno. Fra i suoi composti
citiamo: l'ossido ZnO ottenuto per
combustione del vapore di zinco. È una
polvere bianca usata in pittura col nome
di bianco di zinco o di bianco neve; non
è tossico e non annerisce a contatto con
l'idrogeno solforato. Il solfuro ZnS,
che costituisce la blenda naturale, è
bianco. La varietà cristallina è
fosforescente alla luce o in presenza di
sostanze radioattive. Il solfato ZnSO4,
ottenuto per azione dell'acido solforico
sul metallo, cristallizza con sette
molecole di acqua (vetriolo bianco). È
un disinfettante. I sali di zinco sono
incolori o bianchi. Le loro soluzioni
forniscono con gli alcali un precipitato
bianco di idrossido, solubile in un
eccesso di reattivo. Il solfuro di
ammonio produce un precipitato di
solfuro bianco.
Metallurgia.
Sembra che in Cina lo zinco fosse già
noto dai tempi più antichi. In Europa
leghe di zinco col rame (ottone,
oricalco) furono usate antecedentemente
al I millennio a.C., ma lo zinco come
elemento metallico fu preparato da
Marggraf nel 1746. Il procedimento
industriale di estrazione dello zinco
dai suoi minerali ebbe inizio attorno al
1800 in Slesia. Per l'estrazione del
metallo si sfruttano due gruppi di
minerali: i minerali tipo calamina (metasilicato
idrato di zinco) e i minerali tipo
blenda(solfuro di zinco) nei quali il
tenore di zinco è generalmente del 40-
50%. Essendo i minerali di zinco
generalmente associati con minerali di
piombo è necessario l'arricchimento
preventivo del minerale che si effettua
per separazione magnetica e flottazione.
Per facilitare la separazione delle
parti utili da quelle sterili si
addiziona olio o acido solforico diluito
che, attaccando superficialmente il
minerale, provoca una liberazione di gas
che favorisce la flottazione. A seconda
dei paesi e della composizione dei
minerali vengono seguiti due diversi
processi di estrazione: 1. Processo
termico. In una prima fase si ottiene
ossido di zinco, per decomposizione del
silicato (calamina) mediante
riscaldamento a modesta temperatura,
oppure per arrostimento della blenda a
900 ºC circa. Una successiva fase porta
al metallo, per riduzione dell'ossido
con carbone. L'operazione (attualmente
eseguita in storte verticali o in forni
a tino) deve essere compiuta a una
temperatura superiore a quella di
ebollizione dello zinco (906 °C) al fine
di separare il metallo dalle impurezze
per distillazione (salvo che dal cadmio,
più volatile). Lo zinco viene raccolto
allo stato liquido a una temperatura di
500 °C circa. La parte di zinco che
verrebbe perduta per fughe di vapore
viene recuperata in uno spegnitoio. Il
metallo così ottenuto contiene, come
impurezze principali, cadmio, piombo,
rame, ferro. Esso viene affinato per
rifusione in un forno a riverbero
ottenendo una purezza del 99%; per
successiva distillazione frazionata si
raggiunge il 99,99%. 2. Processo per via
umida. Il minerale (blenda) concentrato,
finemente macinato e arrostito a bassa
temperatura, viene immesso in una
soluzione di acido solforico; mediante
opportune reazioni chimiche vengono
quindi eliminati il ferro, il cadmio e
il rame. La soluzione purificata viene
sottoposta all'elettrolisi con un anodo
insolubile di piombo e un catodo
costituito da una lastrina di alluminio.
Lo zinco elettrolitico viene quindi
separato dal supporto di alluminio e
fuso in un forno a riverbero. Con tale
metodo lo zinco ha una purezza del
99,995%.
Applicazioni.
In ragione della sua
inalterabilità all'aria lo zinco è
utilizzato in piastre o in fogli per la
copertura di tetti; allo stato di fogli
o di lamiere viene anche impiegato nelle
arti grafiche e nelle pile a secco. Allo
stato di getto fuso serve alla
fabbricazione di oggetti vari che
vengono poi rivestiti per
galvanoplastica da una speciale lega che
conferisce loro l'aspetto di bronzi
d'arte. Lo zinco ha un'efficace azione
protettiva sul ferro e sull'acciaio
esposti in determinati ambienti, come
acqua, vapore acqueo, sostanze
organiche, solventi benzenici o clorati.
Tale protezione viene realizzata
mediante vari procedimenti.
Leghe dello zinco. Lo zinco entra nella
composizione di numerose leghe di rame:
ottoni, bronzi speciali, maillechort. Lo
zinco è il costituente principale delle
leghe Zama.
Zinco: elemento
vitale.
Lo Zinco, come il Ferro e il Rame è un
oligoelemento, indispensabile per il
normale funzionamento del corpo umano.
Interviene nei processi del sistema
immunitario, regola il funzionamento dei
globuli rossi, interessa i meccanismi di
crescita ed è presente negli organi
riproduttivi. |